Pretende ser un punto de referencia y encuentro para la reflecciòn,la dialèctica, la crìtica constructiva,la inspiraciòn,la prosa y la poesìa,el pensamiento,la discuciòn,de mutuo respeto y por sobre todas las cosas de LIBERTAD DE EXPRESIÒN
jueves, 7 de mayo de 2026
Lo que Byrd vio nunca debio decirse https://youtu.be/X7hkvM7_Bvk?si=20YWG7jH-g6T6XAe Lo que Byrd vio nunca debio decirse Un almirante condecorado habló de una tierra imposible… y luego todo quedó en silencio. Mapas que no encajan, continentes que no deberían estar ahí y una frontera que nadie puede cruzar libremente. No es una teoría aislada, son piezas que aparecen en distintas épocas… como si alguien hubiera visto lo mismo. Y si no se trata de descubrir algo nuevo… sino de recordar algo que ya estaba ahí.
miércoles, 6 de mayo de 2026
martes, 5 de mayo de 2026
lunes, 4 de mayo de 2026
Gracias y desgracias del ojo del culo — Francisco de Quevedo | Audiolibro completo en español https://youtu.be/7KNLFImTSeg?si=w7VHc-AuY346nLGt Este texto, escrito en pleno Siglo de Oro, forma parte de la tradición burlesca de la época, donde el humor no se utilizaba para suavizar, sino para cuestionar. A través de un lenguaje preciso, referencias cultas y una lógica aparentemente sólida, Quevedo construye un elogio de aquello que la sociedad desprecia, llevando el discurso hasta un límite incómodo. Lejos de ser una simple provocación, la obra funciona como una inversión: aplica los mecanismos del pensamiento serio a un objeto excluido de lo digno, mostrando hasta qué punto las jerarquías pueden sostenerse o invertirse según el punto de vista. Tras ese elogio, el propio texto introduce un cambio de tono, desarrollando las “desgracias”, completando así un recorrido que no solo busca provocar, sino hacer visible el sistema que define lo elevado y lo bajo. Una obra breve, directa y extraña, que sigue funcionando siglos después por la forma en que obliga a mirar aquello que normalmente se evita. El Archivo de los Guardianes es un espacio dedicado a la preservación y difusión de obras fundamentales de la cultura universal. Aquí encontrarás audiolibros completos, textos clásicos narrados, material audiovisual de dominio público, fragmentos históricos, documentales y obras que forman parte del patrimonio cultural e intelectual de la humanidad, presentados con una narración cuidada y una estética sobria. Este archivo no busca la inmediatez ni el ruido, sino conservar, ordenar y compartir aquello que ha resistido el paso del tiempo: literatura clásica, pensamiento, filosofía, cine y documentos históricos que merecen seguir siendo escuchados y vistos. Todos los contenidos se presentan con voz narrada en español, respetando las obras originales y su contexto, con el objetivo de facilitar una experiencia de escucha reposada y duradera
domingo, 3 de mayo de 2026
EL GRANO DEL SISTEMA 874: EL ULTIMO LLAMADO https://youtu.be/Ojy7Pw3Lgyk?si=k2pzciC9JCMO-o6P SE ACERCA EL FINAL 1:08 TERMINADOS 4:02 ULTIMO LLAMADO 11:13 MAS SOBRE PALANTIR 23:04 COMO NOS CONTROLAN 31:54 LA RAZA INFERIOR 32:46 DE TRUMP A PALANTIR: LA TRANSICIÓN METAFÍSICA QUE NADIE ESTÁ CONTANDO 44:20 INTENTO DE ASESINATO A TRUMP 55:46 EL PLAN OLVIDADO 1:01:15 EL USO DEL 5G 1:04:09 FALSAS BANDERAS 1:06:23 VOLVIERON LAS LLUVIAS 1:07:23 APOSTILLAS DE UN SIGLO MARAVILLOSO 1:08:11 CONCLUSIONES 1:10:53 Trascrizione
sábado, 2 de mayo de 2026
jueves, 30 de abril de 2026
miércoles, 29 de abril de 2026
PRENDETEVI LA TELEVISIONE: È VOSTRA - Messora chiama a raccolta l’informazione libera https://youtu.be/c-hRqa9HDKY?si=c_SJRAmyzOPVFUxb 29 apr 2026 ITALIA Ieri sera sono intervenuto a sorpresa nella diretta di 100 Giorni da Leone, ospite di Riccardo Rocchesso, durante una discussione con Massimo Mazzucco, Arnaldo Vitangeli e altri protagonisti del mondo dell’informazione indipendente. Il tema era semplice, ma decisivo: è possibile unire le forze di chi in Italia produce informazione libera? Massimo Mazzucco ha ricordato i tentativi del passato, da Giulietto Chiesa in poi, e ha indicato con grande lucidità i problemi che hanno sempre reso difficile questa unione: personalismi, differenze editoriali, distribuzione delle responsabilità, gestione delle risorse, redistribuzione degli introiti. Sono problemi reali. Ma oggi, forse per la prima volta, esiste una risposta concreta. La televisione dei cittadini esiste già. Si chiama Media Pluralisti Europei Spa Società Benefit. Non è più “la televisione di Messora”. Non è più una casa privata. Non è più una sigla personale. È una società per azioni a diffuso azionariato popolare, partecipata da migliaia di cittadini, nata per essere una casa comune dell’informazione libera, indipendente e plurale. Ed è proprio questa struttura che può risolvere il nodo più delicato: chi decide, chi conta, chi viene riconosciuto, chi viene retribuito, chi rappresenta davvero il pubblico? La risposta è semplice: i cittadini soci. Se il pubblico dei grandi canali indipendenti entra nell’azionariato popolare, non entra “ospite” in casa di qualcuno. Entra da proprietario. Prende una sedia. Partecipa. Vota. Può votare chi lo rappresenta nel Consiglio di Amministrazione. Può contribuire a determinare la linea editoriale. Può sostenere i conduttori, i programmi, le idee, le competenze e le persone che ritiene più capaci di servire l’interesse collettivo. Così il peso reale di ciascuno non viene deciso a tavolino, non viene imposto dall’alto e non dipende dall’ego di nessuno. Viene riconosciuto democraticamente. Chi porta più pubblico, chi lavora di più, chi serve meglio il bisogno di informazione dei cittadini, chi dimostra maggiore capacità, affidabilità e qualità, avrà naturalmente più consenso, più responsabilità, più incarichi, più riconoscimento e anche una redistribuzione economica coerente con il valore che produce. Chi lavora nella TV dei Cittadini può avere uno stipendio. I soci possono partecipare agli utili. Gli incarichi possono seguire il merito, il consenso e il lavoro reale. Questa è la differenza decisiva. Non si tratta di fondere tutti dentro un marchio personale. Non si tratta di chiedere a qualcuno di rinunciare alla propria identità. Non si tratta di mettere tutti sotto un cappello imposto. Si tratta di costruire una casa comune dove ognuno possa portare il proprio pubblico, la propria forza, la propria storia, la propria competenza, e trovare uno spazio proporzionato al riconoscimento democratico dei cittadini. Una televisione nazionale sul digitale terrestre. Una struttura già esistente. Una società dei cittadini. Una governance aperta. Un progetto che può diventare davvero di tutti. La domanda allora non è più: “Chi comanda?” La domanda diventa: Siamo pronti a far decidere i cittadini?
martes, 28 de abril de 2026
Suscribirse a:
Entradas (Atom)